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Lisa LoveraITEN
Case study · Tesi di laurea in UX Design

Simplify Review

Una web app che alleggerisce le fasi più ripetitive di una revisione sistematica (importazione, deduplicazione, filtri e tracciamento delle decisioni) e lascia sempre l’ultima parola al ricercatore.

Ruolo: UX research & UX/UI design Metodo: User-centered design · ISO 9241-210 Anno: 2024/25 Output: Prototipo navigabile in Framer
Mockup della dashboard di Simplify Review su un portatile: contatori del flusso di revisione, grafico di avanzamento dello screening, attività recenti e progetti attivi, con il riepilogo del flusso in primo piano.
Ruolo
Progetto individuale: ricerca utenti, architettura, UI, prototipazione e test
Contesto
Università di Siena, Strategie e Tecniche della Comunicazione · UX Design
Strumenti
Google Moduli, Miro, Figma, Framer, Python (Matplotlib)
Metodi
Questionario, interviste semi-strutturate, mappa attitudinale, AttrakDiff
25risposte al questionario online: 22 in italiano e 3 in inglese
5interviste semi-strutturate a ricercatori e dottorandi
20partecipanti alla valutazione con AttrakDiff
5,38/7qualità pragmatica percepita: chiaro, intuitivo, funzionale
01Contesto

Il metodo più rigoroso è anche il più lento

Le systematic review sono il modo più affidabile per sintetizzare le evidenze scientifiche: protocolli espliciti, criteri dichiarati in anticipo, ogni passaggio replicabile. Proprio questo rigore le rende costose. Una singola revisione può richiedere mesi di lavoro.

Le fasi iniziali sono le più faticose: recuperare migliaia di record da banche dati diverse, eliminare i duplicati, uniformare metadati incoerenti, applicare i criteri di inclusione e documentare ogni scelta. Oggi questo lavoro passa da uno strumento all’altro, e ogni passaggio aggiunge carico cognitivo e rischio di errore.

Come orientarsi nella giungla della ricerca scientifica?

Oggi
Banche datiScopus, Web of Science, PubMed: export in formati diversi
Foglio di calcoloduplicati e criteri gestiti a mano
Reference managerbibliografia in un altro ambiente
Editor di testoreport e diagramma PRISMA ricostruiti a posteriori
Con Simplify Review
Un solo ambienteImporta→Deduplica→Filtra→Decidi→Esporta

Idea centrale

Uno strumento digitale che non sostituisce il ricercatore ma ne aumenta l’efficienza.

Problema affrontato

Il carico cognitivo nelle fasi ripetitive: deduplicazione, filtraggio e gestione dei metadati.

Obiettivo

Più trasparenza e tracciabilità nelle decisioni, per revisioni sistematiche di qualità migliore.

02Ricerca

Ascoltare chi fa le revisioni ogni giorno

Ho seguito un approccio user-centered con metodi misti: un questionario per misurare abitudini, tempi e difficoltà, e interviste semi-strutturate per capire motivazioni e frustrazioni. Ho incrociato i due set di dati con una codifica tematica delle trascrizioni e ho verificato le interpretazioni con i partecipanti (member-checking).

Il campione: ricercatori, docenti, dottorandi e studenti di scienze della comunicazione e discipline affini, con livelli di esperienza diversi. Il 72% aveva condotto almeno una revisione sistematica negli ultimi due anni.

25

Questionario online

22 risposte alla versione italiana e 3 a quella inglese. Ruolo, fasi critiche, ore di screening, strumenti, aspettative e timori verso l’IA.

5

Interviste semi-strutturate

Sette domande guida: dall’ultima revisione svolta al “sistema ideale”.

5

Profili utente

Sintetizzati in una mappa che incrocia esperienza e apertura all’IA.

Con quali strumenti gestisci la letteratura?

Risposte multiple · versione italiana, 22 risposte
Fogli di calcolo (es. Excel)
86,4%
Metodi manuali e tradizionali
63,6%
Database online e motori di ricerca
31,8%
Reference manager (EndNote, Mendeley…)
13,6%
Software dedicato alla review
0%

Nessuno usa un software pensato per le revisioni. Il foglio di calcolo resta lo strumento principale, anche per tracciare le decisioni di inclusione ed esclusione. È il segnale più chiaro della mancanza di una soluzione integrata.

54,5%

dedica tra 10 e 20 ore allo screening degli articoli; un altro 27,3% tra 20 e 40 ore.

68,2%

valuta 4 su 5 la difficoltà nel definire e applicare i criteri di inclusione ed esclusione.

60%

userebbe strumenti basati sull’IA, ma solo con un controllo umano finale sulle decisioni.

Grafico e percentuali di 54,5% e 68,2% si riferiscono alle 22 risposte della versione italiana del questionario.

Ho paura di introdurre variabili non controllabili. Se un articolo viene escluso, devo poter spiegare chiaramente il motivo.
Dalle interviste
Ho usato ChatGPT per farmi aiutare a riformulare la domanda di ricerca e per sintetizzare alcuni testi. Utile, ma devo sempre correggere.
Dalle interviste
Mi preoccupa che l’AI semplifichi eccessivamente. Ho bisogno di preservare le sfumature culturali nei testi.
Dalle interviste

Mappa attitudinale degli utenti

5 profili · esperienza e apertura all’IA, scala 1–5
Mappa attitudinale degli utenti Cinque profili collocati per esperienza con le systematic review (asse orizzontale, da 1 a 5) e apertura all'uso dell'IA (asse verticale, da 1 a 5). Tecnologo entusiasta: esperienza 3, apertura 5. Giovane ricercatore: 2 e 4. Ricercatrice riflessiva: 4 e 2. Metodologo tradizionale: 5 e 2. Esperto qualitativo: 4 e 1. Pronti a sperimentare Esperti cauti 12345 12345 Esperienza con le systematic review → Apertura all’IA → Tecnologo entusiasta Giovane ricercatore Ricercatrice riflessiva Metodologo tradizionale Esperto qualitativo

Più esperienza, più cautela

I profili metodologicamente più esperti sono anche i meno disposti ad affidarsi all’automazione; i ricercatori più giovani sono i più aperti a sperimentare. Lo strumento doveva convincere entrambi: veloce per chi vuole automatizzare, trasparente per chi deve giustificare ogni scelta.

Criticità

  • Metadati incoerenti
  • Duplicati tra banche dati
  • Criteri poco chiari
  • Strumenti poco trasparenti

Bisogni

  • Semplicità
  • Chiarezza
  • Affidabilità
  • Replicabilità
03Requisiti

Dai bisogni a quattro principi di progetto

Ho tradotto i risultati in requisiti funzionali e non funzionali. Quattro principi hanno guidato ogni scelta di interfaccia.

Human in the loop

Il sistema propone, il ricercatore decide

Ogni fusione di duplicati e ogni esclusione richiede una conferma. L’automazione accelera, ma non decide al posto di chi firma la revisione.

Trasparenza

Niente scatole nere

Le regole di deduplicazione e i filtri sono sempre visibili e modificabili. Le future funzioni di IA mostreranno indicatori di confidenza e il motivo di ogni suggerimento.

Tracciabilità

Ogni scelta lascia una traccia

Un audit trail registra data, revisore e motivazione di ogni decisione, e fornisce i conteggi per il diagramma PRISMA.

Interoperabilità

Formati aperti, nessun vincolo

Import da CSV, XLS e RIS con template per PubMed, Scopus, Web of Science e Cochrane; export in RIS, BibTeX ed EndNote XML.

Requisiti non funzionali: micro-testi esplicativi e azioni annullabili, prestazioni stabili anche con migliaia di record, privacy by design secondo il GDPR, architettura modulare per aggiungere IA e collaborazione nelle versioni successive.

04Prototipazione

Dalla carta a Framer, un livello di fedeltà alla volta

Ho fatto crescere il prototipo per gradi (fidelity escalation): la carta per esplorare la struttura in fretta, Miro per collegare i flussi, Figma per l’interfaccia ad alta fedeltà e Framer per pubblicarla come prototipo navigabile da far provare agli utenti.

Schizzo a matita su carta quadrettata con la struttura delle schermate: caricamento CSV, filtri e tabella degli articoli.
CartaSchizzi per fissare la gerarchia delle informazioni e i passaggi principali.
Wireframe su Miro della dashboard, con barra laterale, azioni rapide e panoramica del progetto in blu.
MiroWireframe digitali per definire navigazione, contenuti e flussi.
Dashboard in Figma con intestazione verde, barra laterale e card di riepilogo.
Figma → FramerInterfaccia ad alta fedeltà nel verde del progetto, pubblicata in Framer.

Perimetro del prototipo: versione 1.2 della roadmap, con caricamento, deduplicazione, filtri sui metadati e audit trail. È solo front-end: i flussi sono simulati, senza un back-end che elabori davvero i file.

05Soluzione

Un unico ambiente per le fasi iniziali della revisione

La navigazione segue l’ordine reale del lavoro. Ogni passaggio mostra il suo stato e porta al successivo, così il ricercatore sa sempre a che punto è e quante evidenze restano da valutare.

Passaggio 1 · Importazione

Tutte le fonti in un solo import

Si trascinano i file esportati dalle banche dati e si combinano più fonti insieme. I campi vengono normalizzati prima della deduplicazione.

  • Template per PubMed, Scopus, Web of Science e Cochrane
  • Stato di avanzamento e numero di record per ogni file
  • Formati accettati: CSV, XLS, XLSX, RIS
Schermata Upload data su un portatile: area di trascinamento dei file, cronologia dei caricamenti e template per le banche dati, con il dettaglio della cronologia in primo piano.
Passaggio 2 · Deduplicazione

I duplicati si segnalano, non si cancellano

Il sistema confronta DOI, titolo e autori e propone le coppie sospette con una percentuale di somiglianza. Decide sempre il ricercatore.

  • Regole di confronto visibili e modificabili
  • Azioni “Unisci” e “Tieni entrambi” su ogni coppia
  • Riepilogo: record totali, duplicati, record unici
Schermata Deduplication results su un portatile: tre contatori, regole di confronto e tabella delle coppie di record, con le regole di confronto in primo piano.
Passaggio 3 · Filtri sui metadati

Vedere subito l’effetto di ogni criterio

Lingua, anno, tipologia di studio e accesso aperto si combinano come filtri. Il numero di studi si aggiorna mentre si sceglie.

  • Filtri attivi in evidenza, rimovibili con un clic
  • Set di filtri salvabili e riutilizzabili tra revisori
  • Ogni modifica finisce nell’audit trail
Schermata Metadata filtering su un portatile: filtri attivi, conteggio di 612 studi su 1.031 ed elenco dei risultati, con il filtro della lingua in primo piano.
Passaggio 4 · Audit trail

Ogni decisione ha un autore e un motivo

Il registro documenta chi ha incluso o escluso ogni record, quando e perché. I grafici riassumono le scelte e i conteggi si esportano per il diagramma PRISMA.

  • Fase, decisione e motivazione per ogni record
  • Distribuzione delle decisioni e motivi di esclusione
  • Export del registro e dei conteggi PRISMA
Schermata Audit trail su un portatile: contatori, registro delle decisioni con revisore e motivazione e grafici, con due voci del registro in primo piano.
Il sistema

Cinque schermate, un flusso continuo

Dashboard, caricamento, deduplicazione, filtri e audit trail condividono la stessa barra laterale, gli stessi componenti e la stessa logica di stato.

DashboardUpload dataDeduplicationMetadata filtersAudit trail
Vista isometrica delle schermate di Simplify Review affiancate su sfondo verde scuro.
06Valutazione

Chiaro e intuitivo, ancora poco riconoscibile

Ho valutato il prototipo Framer con AttrakDiff, un questionario che misura su coppie di aggettivi opposti, in scala da 1 a 7, sia l’usabilità sia la qualità dell’esperienza. Hanno risposto 20 ricercatori e studenti con esperienze diverse negli strumenti digitali per le revisioni.

Punteggi medi per dimensione

AttrakDiff · n = 20 · scala 1–7

Qualità pragmaticaPQ · chiaro, intuitivo, funzionale

5,38

Attrattiva complessivaATT · giudizio globale

5,19

Qualità edonica · stimoloHQ-S · innovativo, coinvolgente

5,10

Qualità edonica · identitàHQ-I · senso di appartenenza

4,87
14 · neutro7

Complicato ↔ Semplice

n = 20
0
0
0
1
3
12
4
1234567
ComplicatoSemplice

16 su 20hanno giudicato l’interfaccia semplice, con un punteggio di 6 o 7.

Tutte le dimensioni sono sopra il valore neutro. Il punteggio più alto riguarda l’usabilità; il più basso, l’identità: il prototipo trasmetteva poco carattere proprio. Nella tesi l’ho collegato all’estetica ancora essenziale del front-end e all’assenza di personalizzazione.

07Iterazione

Dopo il test: più identità, stessa chiarezza

Per questo portfolio ho ripreso il prototipo partendo dal punteggio più basso. Ho tenuto la palette verde e l’architettura delle schermate, e ho lavorato su gerarchia, stati e identità visiva. Trascina il cursore per confrontare la dashboard prima e dopo.

Dashboard rifinita di Simplify Review con barra laterale verde scuro e contatori del flusso di revisione. Dashboard del prototipo di tesi con intestazione verde e card di riepilogo. Prototipo di tesiRifinito

Le schermate rifinite non sono ancora state testate con gli utenti. I dati mostrati sono esempi fittizi.

  • 01

    Flusso visibile. La barra laterale segue l’ordine reale del lavoro e mostra lo stato di ogni fase: completata, in corso, da fare.

  • 02

    Contatori in stile PRISMA. In dashboard: record identificati, duplicati rimossi, valutati e inclusi.

  • 03

    Regole esplicite. I criteri di deduplicazione sono chip visibili, con “Unisci” e “Tieni entrambi” su ogni coppia.

  • 04

    Feedback immediato. Filtri attivi rimovibili e un conteggio degli studi che si aggiorna mentre si sceglie.

  • 05

    Identità e accessibilità. Un marchio, testi bianchi solo su verdi abbastanza scuri e colori di stato coerenti per incluso, escluso e fase.

  • 06

    Meno rumore. Rimossi i divisori pesanti e i box ripetuti nella barra laterale; un solo invito contestuale.

08Limiti e roadmap

Un primo passo, con una direzione chiara

Solo front-endSenza back-end, operazioni reali come l’import dei CSV non erano testabili.
Campione limitato20 partecipanti per la valutazione: indicazioni utili, non conclusioni generali.
IA non ancora integrataScreening automatico e analisi semantica restano nella fase 2.
Un utente alla voltaCollaborazione multi-utente e integrazioni esterne sono ancora da progettare.
Fase 1 · Funzionalità di base
Fase 2 · IA e collaborazione
v1.0Upload CSV e deduplicazione
v1.1Filtri avanzati sui metadati
v1.2Audit trail e motivazioniPrototipo testato
v1.3Export PRISMA e integrazioni API
v2.0Estrazione semi-automatica dei dati
v2.1Analisi semantica con IA spiegabile
v2.2Collaborazione multi-utente con ruoli
09Conclusioni

Verso revisioni sistematiche più

efficientitrasparenticollaborative

Simplify Review non è un punto di arrivo. Il contributo più solido del progetto è il metodo: ricerca sugli utenti, requisiti, prototipazione a fedeltà crescente e valutazione, sempre con il ricercatore al centro e con l’automazione al suo servizio.